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Codice della crisi d’impresa ed insolvenza

Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Codice della crisi d’impresa ed insolvenza

La «crisi» è definita come uno “lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l'insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate”.

Soggetti a cui si applica la normativa

Il Codice della crisi interessa tutti gli esercenti attività imprenditoriale, sia in forma individuale che collettiva o societaria, comprese le Imprese agricole e imprese minori, compatibilmente con la relativa struttura organizzativa. Diversamente il codice della crisi non si applica a tutte le grandi imprese che alla data di chiusura del bilancio superano i limiti numerici di almeno due dei tre criteri seguenti:

  • Totale dello stato patrimoniale € 20.000.000.
  • Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni € 4.000.000.
  • 20 dipendenti occupati come numero medio durante l’esercizio.
  • Gruppi di imprese di rilevanti dimensioni.
  • Società ad azioni quotate, banche ed intermediari finanziari/istituti di moneta elettronica e pagamento.
  • Società di intermediazione mobiliare/di gestione del risparmio/di investimento.
  • Fondi comuni di investimento/depositari centrali e fondi pensione.
  • Fondazioni bancarie/cassa depositi e prestiti.
  • Imprese di assicurazione/riassicurazione, società fiduciarie.

Doveri ed obblighi

la nomina dell’organo di controllo/revisore. Inoltre, prevede l’istituzione dei seguenti nuovi doveri e obblighi.

A partire dal 16 marzo 2019 sono a carico dell'imprenditore:
Doveri organizzativi, amministrativi e contabili posti anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale. Ovvero l’imprenditore deve monitorare costantemente lo “stato di salute della propria azienda ristabilire l’equilibrio economico-finanziario”.

A partire dal 1° settembre 2021 è in capo agli organi di controllo:

  • L’obbligo di verifica che l'organo amministrativo valuti costantemente l’adeguatezza dell'assetto organizzativo dell'impresa, la sussistenza dell'equilibrio economico finanziario, il prevedibile andamento della gestione.
  • L’obbligo di segnalazione immediata allo stesso organo amministrativo dell'esistenza di fondati indizi della crisi (cosiddetti “strumenti di allerta”).
  • L’obbligo di segnalazione all’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi di Impresa) della presenza di indicatori di crisi, in caso di mancata o inadeguata risposta o mancata adozione di misure per il superamento della crisi nei termini previsti dalla norma.

In capo ai creditori pubblici qualificati (Agenzia delle entrate, INPS e agente della riscossione):

  • L’obbligo di segnalare al debitore il superamento della relativa posizione debitoria rispetto ad un determinato ammontare rilevante, differenziato a seconda del soggetto creditore.
  • L’obbligo di segnalare all’OCRI, se entro 90 giorni dalla ricezione della suddetta comunicazione, il debitore non avrà estinto/regolarizzato la propria posizione o non avrà presentato istanza di composizione assistita della crisi o domanda per l’accesso a una delle procedure di regolarizzazione della crisi e dell’insolvenza.

La Nomina Organo di Controllo nelle S.r.l.

Una delle principali novità riguarda la nomina dell’organo di controllo o del revisore nelle società a responsabilità limitata, che diventa obbligatoria quando la società:

  • sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
  • controlli una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • abbia superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:
    1. totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
    2. ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
    3. dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.

L’obbligo cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non sia stato superato alcuno dei limiti indicati.

Il decreto Rilancio, nella fase di conversione in legge, ha rinviato al 2022 l’obbligo di nomina del revisore o dell’organo di controllo nelle S.r.l. e nelle società cooperative. L’art. 51-bis ha di fatto rinviato all’approvazione dei bilanci 2021 la nomina dei revisori o degli organi di controllo, in ottemperanza a quanto previsto dal modificato art. 2477 c.c.

Con quale frequenza andrebbe effettuata un’analisi di crisi?

A. Per l’art. 24 del Codice della crisi l’iniziativa del debitore, con riferimento all’istanza di composizione della crisi, non è tempestiva se questa è proposta oltre il termine di tre mesi dal loro «superamento, nell’ultimo bilancio approvato, o comunque per oltre tre mesi.»

Ne discende che la valutazione degli indici debba avere essere effettuata con cadenza almeno trimestrale, sulla base di situazioni infrannuali (bilanci infrannuali) , formate anche solo dai prospetti di stato patrimoniale e conto economico ma approvati dall’organo amministrativo (o, in mancanza, dal responsabile delle scritture contabili), redatti applicando l’OIC 30 «o comunque facendo attenzione alla effettiva rilevanza delle scritture rispetto agli indici fatta salva la necessità di una adeguata valutazione preliminare del patrimonio netto».

Quali sono le fonti che regolano la crisi d’impresa?

Le fonti che regolano la crisi d’impresa possono essere riassunte in questo modo:

Il Decreto Legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 ha introdotto il cosiddetto «Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza», che prevede numerose novità rispetto alle disposizioni contenute nel R.D. 16/03/1942, n. 267 (Legge fallimentare).

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti (CNDCEC) ha predisposto il documento “Crisi d’impresa - Gli indici dell’allerta”, in data 20 ottobre 2019, attualmente in bozza.

“Principio di Revisione Internazionale (Isa Italia) N. 570 – Continuità Aziendale“.

Il Decreto Legge dell’8 aprile 2020 n. 23, meglio noto come “Decreto liquidità”, che ha prorogato alcuni obblighi del Codice della crisi, prevedendo tuttavia delle misure volte a incentivare i finanziamenti alle imprese.

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